Storie di vita

NASCERE AL TEMPO DEL COVID

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Decidere di avere un figlio in questo periodo non è facile.

Ma in fondo – mi sono detta facendomi convincere dal mio compagno – nella vita non si può programmare tutto. Avere un figlio è comunque una gioia e io e Luca ci stiamo pensando ormai da un annetto!

E così ho affrontato la mia prima gravidanza, chissà se ce ne sarà anche una seconda.

Nostro figlio si preannuncia prematuro e scelgo di partorire al Buzzi perché so che lì riceveremo tutte le cure di cui avremo bisogno.

Alessio, il nostro piccolo cucciolo, nasce alla 35esima settimana con delle complicanze per le quali si rende necessario un ricovero in terapia intensiva neonatale. Nulla di grave, ma serve monitorarlo e aiutarlo bene a respirare in autonomia.

Io vengo dimessa e, una volta a casa, il mio compagno Luca manifesta qualche linea di febbre, tosse e mal di testa. Nonostante la vaccinazione siamo positivi al virus. Stiamo bene ma la nostra più grande preoccupazione è il nostro bimbo.

Avviso il Buzzi, Alessio per fortuna non ha il Covid ma viene trasferito in un’area dedicata ai neonati a rischio in quanto nati da mamme positive.

A casa, con il naso che gocciola, piango.

Passiamo 10 giorni che sembrano mesi. Un incubo. A casa non riesco a fare nulla, nemmeno a cucinare.

Il nostro bimbo che abbiamo amato da subito e che stavamo imparando a conoscere, là, lontano con il piedino luminoso (per il saturimetro) e l’ossigeno nel nasino.

Ma sempre bellissimo!

Lo vedevo tutti i giorni grazie allo splendido personale della TIN: li invidiavo perché loro lo cambiavano, gli davano da mangiare, lo coccolavano e io no.

Aspettavo il momento del collegamento con il tablet con le mani che mi tremavano dall’emozione. “E se non mi chiamano? Perché sono in ritardo oggi? Forse Alessio non sta bene?” Mille domande mi affollavano e annebbiavano la testa.

Quando finalmente siamo diventati tutti e due negativi, mi sono messa il vestito rosso che mi sta particolarmente bene e copre la pancetta, sono andata dal parrucchiere e sono andata in quel reparto che ho visto per 10 giorni sempre in video.

Dopo 8 giorni sempre attaccata al mio Alessio (dormendo in OBM Home per evitare di fare ogni giorno circa 3 ore di auto), siamo tornati a casa. E la vita ha potuto riprendere da dove l’avevamo lasciata. Anzi, da dove ce l’eravamo immaginata!

E questo COVID resterà solo un racconto per quando Alessio sarà più grande!

Silvia, mamma di Alessio

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