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Trattamento degli emangiomi infantili

L’emangioma infantile rappresenta il più comune tumore dell’infanzia. Si tratta di una neoformazione vascolare benigna di tipo proliferativo che colpisce prevalentemente i tessuti molli superficiali, presentando un esordio nei primi giorni di vita ed una rapida proliferazione nell’arco dei primi sei mesi di vita, cui segue una fase di lenta involuzione spontanea della durata di alcuni anni. Gli emangiomi infantili possono localizzarsi in qualsiasi parte del corpo, con predilezione per la testa ed il collo, in modo particolare al di sopra delle prominenze ossee (zona centro-facciale). L’analisi epidemiologica riferita al contesto nazionale stima un’incidenza di soggetti di età inferiore a un anno affetti da emangioma infantile in Italia pari al 4,5% della popolazione. Circa il 10% dei pazienti affetti da emangioma infantile presentano delle criticità che rendono necessario un trattamento tempestivo nei primi mesi di vita.

Fino al 2008 l’utilizzo dei corticosteroidi ad alte dosi rappresentava l’approccio farmacologico convenzionale per il trattamento degli emangiomi infantili critici in fase proliferativa, in associazione alla fotocoagulazione laser e/o talvolta alla rimozione chirurgica della neoformazione. La terapia con corticosteroidi, però, implica l’insorgenza di importanti effetti collaterali talvolta gravi e irreversibili.

La rivoluzionaria scoperta nel 2008 da parte di Cristine Léauté-Labrèze dell’efficacia del Propranololo nell’indurre una rapida involuzione degli emangiomi infantili ha modificato radicalmente l’approccio terapeutico e la prognosi per questa patologia. Il trattamento di fotocoagulazione laser e l’asportazione chirurgica rappresentano oggi terapie complementari o alternative terapeutiche di seconda scelta in caso di controindicazioni alla somministrazione di Propranololo.

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